“Se il nucleare è così conveniente perché gli italiani stanno ancora pagando lo smaltimento delle scorie delle vecchie centrali? Come si può sostenere che sia produrre energia nucleare sia economicamente vantaggioso quando gli oneri ricadono sulla bolletta degli italiani?”
Per quanto riguarda la prima domanda, rimando al post del 23 dicembre 2009, Costi di gestione del nucleare, in cui queste informazioni vengono confutate.
Per il secondo quesito, si sente spesso dire che “per svilupparsi il nucleare ha bisogno di aiuti e sovvenzioni”.
Prima di tutto, la realtà è che il nucleare richiede ingenti investimenti iniziali, e gli investitori hanno bisogno di certezze su una politica energetica di medio periodo senza ripensamenti che garantisca la stabilità dei prezzi dell’elettricità: per esempio con accordi bilaterali fra aziende produttrici e consumatrici.
Secondariamente, il nucleare non è certo l’unica fonte di energia che necessiti di accordi statali. Anche le opere eoliche e solari, infatti sono attualmente soggette a sovvenzioni dello stato, e le fonti rinnovabili costano molto di più dell’energia nucleare. Da uno studio effettuato dall’Università di Pisa, infatti, emerge che il costo del nucleare è di 3 centesimi di dollaro al kWh, quindi più basso di tutte le altre fonti energetiche rinnovabili e non rinnovabili. Il Calcolatore dei costi di produzione dell’energia messo a disposizione dal SETIS, inoltre, mostra che non è vero che il nucleare è la fonte d’energia più costosa e che produrre energia con il solare costa dieci volte di più.
LINK: Confronto dei costi tra nucleare e rinnovabili
venerdì 29 gennaio 2010
venerdì 22 gennaio 2010
È vero che l’uranio sta per finire?
Interessante intervista al prof. Benedetto De Vivo sulle scorte di uranio. (dal sito Nuclear News: http://www.nuclearnews.it)
È vero che l’uranio sta per finire? - Nuclear News
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È vero che l’uranio sta per finire? - Nuclear News
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NUCLEARE E RINNOVABILI
“La costruzione delle quattro nuove centrali in Italia avrà costi elevatissimi. Sono risorse sottratte all’investimento nelle fonti rinnovabili, fondamentali per raggiungere gli obiettivi fissati dal protocollo di Kyoto e dal pacchetto clima-energia dell’UE. Come si può pensare di rispettare gli accordi internazionali in questo modo?”
Il fatto che gli investimenti nel nucleare sottraggano risorse per le fonti rinnovabili è un’idea sbagliata.
Tutte le nuove tecnologie a bassa intensità di Co2, quindi sia il nucleare che le rinnovabili, saranno infatti necessarie per raggiungere gli obiettivi prefissati a livello internazionale.
Secondariamente, le rinnovabili ricevono oggi ingenti finanziamenti per il loro sviluppo, e questi sovvenzionamenti non scompariranno. Se da un lato, infatti, resta l’obiettivo della riduzione del 20% delle emissioni di gas-serra entro il 2020 (13% per l’Italia), d’altro canto gli stessi accordi prevedono una crescita delle fonti rinnovabili fino al 20% del fabbisogno europeo (17% per l’Italia).
L’Enea, nel Rapporto Energia e Ambiente 2007, ha proposto scenari per il 2030 dove la produzione di energia nucleare si aggira attorno al 24-25% e le rinnovabili attorno al 28-29%. Gli investimenti necessari sono di circa 30 miliardi di euro in energia nucleare e probabilmente 60 miliardi nelle rinnovabili.
Il problema sarà dunque trovare sufficienti investimenti, sia per quanto riguarda il nucleare sia per le energie rinnovabili.
Il fatto che gli investimenti nel nucleare sottraggano risorse per le fonti rinnovabili è un’idea sbagliata.
Tutte le nuove tecnologie a bassa intensità di Co2, quindi sia il nucleare che le rinnovabili, saranno infatti necessarie per raggiungere gli obiettivi prefissati a livello internazionale.
Secondariamente, le rinnovabili ricevono oggi ingenti finanziamenti per il loro sviluppo, e questi sovvenzionamenti non scompariranno. Se da un lato, infatti, resta l’obiettivo della riduzione del 20% delle emissioni di gas-serra entro il 2020 (13% per l’Italia), d’altro canto gli stessi accordi prevedono una crescita delle fonti rinnovabili fino al 20% del fabbisogno europeo (17% per l’Italia).
L’Enea, nel Rapporto Energia e Ambiente 2007, ha proposto scenari per il 2030 dove la produzione di energia nucleare si aggira attorno al 24-25% e le rinnovabili attorno al 28-29%. Gli investimenti necessari sono di circa 30 miliardi di euro in energia nucleare e probabilmente 60 miliardi nelle rinnovabili.
Il problema sarà dunque trovare sufficienti investimenti, sia per quanto riguarda il nucleare sia per le energie rinnovabili.
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martedì 19 gennaio 2010
Stoccaggio delle scorie
"Ad oggi non esiste una soluzione definitiva di stoccaggio dei rifiuti nucleari. Le scorie hanno bisogno di essere conservate per migliaia di anni, fin quando non decadrà il loro livello di radioattività. Al momento la scienza non è in grado né di distruggere le scorie radioattive, né di accelerarne i periodi di decadimento.
I cittadini di Scanzano, nel 2003, impedirono la costruzione del deposito di rifiuti nucleari nel loro Comune... Come possiamo pensare di risolvere un simile problema? Come possiamo essere sicuri che i depositi siano effettivamente sicuri?"
Un esempio di stoccaggio sicuro delle scorie nucleari viene dalla Svezia: nella soluzione adottata dagli svedesi (SKB), il combustibile esausto viene racchiuso in opportuni contenitori di acciaio inossidabile, a loro volta contenuti in cilindri di rame, entrambi con uno spessore di 5 cm. Il peso totale, compreso il combustibile è di circa 15 tonnellate.
Le barriere utilizzate nel contenitore rimarranno integre per un periodo praticamente infinito, comunque superiore ad un milione di anni.
I contenitori vengono dunque sepolti a 500-1000 metri di profondità in una struttura di bentonite, un minerale argilloso, che insieme alla roccia agisce da filtro in caso di fuoriuscita dei radionuclidi.
In un deposito chiuso di tal tipo non è richiesta ulteriore sorveglianza o manutenzione per garantirne la sicurezza.
Link utile:
Ingegneria nucleare
I cittadini di Scanzano, nel 2003, impedirono la costruzione del deposito di rifiuti nucleari nel loro Comune... Come possiamo pensare di risolvere un simile problema? Come possiamo essere sicuri che i depositi siano effettivamente sicuri?"
Un esempio di stoccaggio sicuro delle scorie nucleari viene dalla Svezia: nella soluzione adottata dagli svedesi (SKB), il combustibile esausto viene racchiuso in opportuni contenitori di acciaio inossidabile, a loro volta contenuti in cilindri di rame, entrambi con uno spessore di 5 cm. Il peso totale, compreso il combustibile è di circa 15 tonnellate.
Le barriere utilizzate nel contenitore rimarranno integre per un periodo praticamente infinito, comunque superiore ad un milione di anni.
I contenitori vengono dunque sepolti a 500-1000 metri di profondità in una struttura di bentonite, un minerale argilloso, che insieme alla roccia agisce da filtro in caso di fuoriuscita dei radionuclidi.
In un deposito chiuso di tal tipo non è richiesta ulteriore sorveglianza o manutenzione per garantirne la sicurezza.
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Ingegneria nucleare
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lunedì 18 gennaio 2010
FORUM NUCLEAIRE - L'INFORMAZIONE SUL NUCLEARE IN EUROPA
Pubblico il link a questo video prodotto dal Forum Nucleaire, associazione senza scopo di lucro attiva nel dibattito sull'energia nucleare, con sede in Belgio.
Questo video, in francese, sui vantaggi e i pericoli del nucleare, constituisce un ottimo esempio di informazione a fini divulgativi equa e imparziale.
La bonne nouvelle, c’est que 55% de notre électricité est d’origine nucléaire. La mauvaise aussi
Link: i video di Forum Nucleaire
Questo video, in francese, sui vantaggi e i pericoli del nucleare, constituisce un ottimo esempio di informazione a fini divulgativi equa e imparziale.
La bonne nouvelle, c’est que 55% de notre électricité est d’origine nucléaire. La mauvaise aussi
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