martedì 16 febbraio 2010

Carissime fonti rinnovabili...

Rinnovabili, ma non sostenibili. Economicamente, si intende.
Il costo totale dell'incentivazione per le fonti rinnovabili è valutabile in due miliardi di euro nel 2009, tre miliardi nel 2010, cinque miliardi l'anno entro il 2015 e circa sette miliardi l'anno nel 2020: lo ha sottolineato l'Authority per l'energia nella sua relazione al parlamento.

''Rischiano di emergere", ha continuato Alessandro Ortis, alla guida dell'Autorità, " evidenti problemi di sostenibilità economica degli attuali meccanismi di incentivazione posti a carico dei consumatori; ciò suggerisce una necessaria rivisitazione dal complesso degli stessi meccanismi''.

Ovvero, rivedere e modificare il sistema di incentivazione per le rinnovabili.

Per quanto riguarda il fotovoltaico, in particolare, se l'attuale livello di incentivazione venisse mantenuto negli anni successivi al 2010, per incentivare ad esempio ulteriori 7000 MW l'esborso salirebbe a regime a 5 miliardi di euro all'anno, per complessivi 100 miliardi di euro in venti anni. Anche tenendo conto dell'ipotesi che vengano estesi gli attuali incentivi, mantenendo le stesse caratteristiche, ma con livelli di incentivo decrescenti fino a ridursi al 50% per gli impianti che entrino in esercizio nel 2020, ci si attende che la spesa per la produzione fotovoltaica si assesterà comunque a più 3,5 miliardi di euro all'anno.

Link: Energia: Authority, costo incentivi rinnovabili potrebbe superare 3 miliardi nel 2010

venerdì 12 febbraio 2010

TRIPLICATE LE MATRICOLE IN INGEGNERIA NUCLEARE

L'annuncio del governo, nel 2009, di riaprire il dossier nucleare ha avuto un effetto incoraggiante sui giovani e sul mondo accademico: le matricole delle cinque facoltà di ingegneria energetica e nucleare in Italia hanno triplicato il proprio numero. Lo riporta Italia Oggi di venerdì 12 febbraio.
15 iscritti a Bologna nel 2001 e 155 nel 2009; 68 al politecnico di Torino contro i 27 del 2003; 98 al politecnico di Milano contro i 59 del 2005.
È uno dei molti risvolti del ritorno al nucleare italiano: la creazione di posti di lavoro qualificato, specialistico e ad elevato valore aggiunto.

INDIPENDENZA SOLARE

Ecco come apparirebbero gli USA se tutta la loro elettricità fosse prodotta col fotovoltaico. Una vignetta pubblicata dal blog Alternative Energy by Honors 203.

giovedì 11 febbraio 2010

RAGIONI E REGIONI

Nucleare sì, ma non in casa mia. Nei Paesi anglosassoni questo atteggiamento lo chiamano NYMBY, un acronimo per "Not In My Back Yard", "non nel mio cortile".

All'indomani dell'approvazione del decreto per l'individuazione dei siti per la costruzione degli impianti, nessuno si dice disposto ad accogliere in casa una centrale nucleare. Nemmeno chi, per convinzione o fedeltà politica, è favorevole al ritorno dell’atomo. Come il Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali Zaia, candidato presidente in Veneto, e il presidente ricandidato lombardo Formigoni.

Zaia e Formigoni non sono soli nel nutrito elenco di coloro che, in prossimità delle elezioni regionali, fanno proprie posizioni anti-nucleariste. Come Rocco Palese, il candidato del centro-destra in Puglia, che va a far compagnia a Vendola.

Da un'indagine di Legambiente, alla domanda sulla “una centrale nella mia Regione sì o no?” rivolta ai candidati alle prossime elezioni regionali, hanno già risposto negativamente ben 23 candidati di tutti gli schieramenti politici, dalla Lega al Pd, passando per l’Udc e il Pdl. Nove candidati ancora non si esprimono e solo sei dicono chiaramente di appoggiare l’opzione atomica, anche se fra questi si annovera il sì del presidente Formigoni d’accordo a costruire centrali ma non nella sua Regione.

Il fervore antinuclearista dei candidati, indipendentemente dal loro orientamento politico, avrà comunque vita breve: alla chiusura delle urne torneranno a manifestare tranquillamente i loro orientamenti, che terranno conto, stavolta, dei finanziamenti previsti a favore delle realtà locali, più che di un dissenso tutto da dimostrare.

IRAN: PRODOTTO IL PRIMO URANIO ARRICCHITO AL 20%

L'Iran completa il primo 'pacchetto' di uranio arricchito al 20% nel sito di Natanz. Lo ha reso noto il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad, catalizzando l'attenzione dell'opinione pubblica internazionale e suscitando reazioni contrastanti.

'L'Iran ha le capacita' di arricchire l'uranio anche oltre il 20%, ma non lo fara'', ha aggiunto Ahmadinejad.

L'arricchimento dell'uranio è un processo indispensabile per la produzione di energia e armi nucleari. In particolare, l'uranio fissile presente nelle armi nucleari è abitualmente arricchito all'85% o più.

Link: Ahmadinejad: uranio arricchito al 20%